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Il gruppo consiliare ViviAmo Drapia critica i primi passi del sindaco Porcelli

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“Contano i fatti”, così recitava uno degli slogan della campagna elettorale della lista guidata dall’attuale sindaco.
Ebbene neanche il tempo di insediarsi e voilà, il neoeletto sindaco ha tirato fuori dal cilindro la prima sorpresa. Con i decreti n. 7 e 8 del 30 maggio 2019, ha proceduto a formare la Giunta nominando la Consigliere Caterina Rombolà vicesindaco, e il ragionier Matteo Mazzitelli assessore, al quale sono state assegnate le deleghe più importanti: Bilancio – Tributi – Ambiente e Tutela del Territorio – Lavori Pubblici – Agricoltura, Industria e Attività Produttive.
Nella sostanza, non ce ne voglia l’assessore Rombolà, viste la quantità e la qualità delle deleghe è il ragionier Mazzitelli il vicesindaco.
Non solo, allo stesso è stato pure assegnato l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Tributi del Comune di Drapia.
Altra sorpresa si è avuta nel primo Consiglio comunale, quando con comportamento degno della peggiore arroganza politica, la neo insediata maggioranza ha deciso di accaparrarsi entrambe le cariche istituzionali di garanzia presenti all’interno del Consiglio Comunale e specificatamente quella di Presidente e Vice Presidente del Consiglio.
Certo non ci pare una buona partenza! Francamente è difficile comprendere la necessità che ha indotto il neo sindaco a dover reclutare un assessore esterno al Consiglio Comunale e soprattutto l’esigenza di assegnare allo stesso le deleghe più disparate e pesanti e di poi a non voler riconoscere in capo alla minoranza consiliare la possibilità di avere, quanto meno, la supplenza della Presidenza.
Una cosa è certa, la pletora di candidati che facevano parte della lista Insieme per il Futuro, tre dei quali rimasti fuori dal Consiglio, a giudizio del neo sindaco, evidentemente, non hanno tutte quelle doti e quelle capacità urlate nelle pubbliche piazze durante l’intera campagna elettorale.
Ci chiediamo e vi chiediamo a che serve eleggere un’Amministrazione Comunale se al proprio interno non ci sono consiglieri ritenuti dallo stesso sindaco meritevoli di svolgere il ruolo di assessore?
Dov’è andata a finire la serietà, la trasparenza, la competenza così tanto sbandierati in campagna elettorale dalla lista Insieme per il Futuro?
Dove sono andate a finire, aggiungiamo noi, la democrazia e la volontà popolare?
Il neo assessore è uno che in passato ha già amministrato la cosa pubblica nel nostro Comune, in realtà è un vero e proprio “mammut” della politica drapiese, e che alla luce di quanto avvenuto a campagna elettorale chiusa, con i seggi già insediati, ha ampiamente dimostrato con “i fatti” il suo modus operandi, teso esclusivamente alla ricerca di potere ad ogni costo.
La scelta (a questo punto speriamo che sia stata una scelta, anche se abbiamo motivo di ritenere che non sia cosi) operata dal sindaco, ha svilito il ruolo dei consiglieri comunali, che, lo ricordiamo a noi stessi, sono gli unici ad essere espressione della volontà popolare.
Per noi mettere la faccia vuol dire io ci sono, vuol dire assumersi le responsabilità di quello che si fa.
La politica deve essere passione e non soltanto attaccamento alle poltrone, ed è proprio questo quello che è successo nelle prime ore di vita della nuova amministrazione.
Purtroppo anche a Drapia accanto ai candidati o meglio nell’ombra, esistono dei personaggi che tirano le fila del gioco elettorale.
Una categoria che noi speravamo avesse perso ruolo e potere, ma che alla luce “dei fatti” evidentemente così non è. Sono loro che tessono e disfano alleanze, stringono accordi, concordano scambi di poltrone e organizzano spregiudicati ed immorali colpi di mano.
Siamo molto amareggiati di questi primi passi del sindaco Porcelli, perché per noi la politica non è un mestiere, ma un servizio, nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.
È proprio vero: “contano i fatti” e il dato evidente ad oggi del Sindaco Porcelli è che le deleghe più importanti e più pesanti sono state affidate a una persona non eletta, a una persona che ha deciso di non metterci la faccia, ma di posare direttamente il proprio fondo schiena sulla poltrona più importante e che alla minoranza consiliare, che rappresenta poco meno della metà degli elettori drapiesi, non è stata offerta la possibilità di esprimere all’interno del Consiglio Comunale una delle due figure istituzionali di garanzia.
Se queste sono le premesse per far “ripartire” Drapia, allora la vera domanda da porsi è la seguente:
a quante altre logiche di potere questa maggioranza sarà costretta a far fronte nel prossimo futuro?

Gruppo consiliare ViviAmo Drapia

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