Scuola

Anche i giudici giocano a dadi?

Michela Ruffa
Scritto da Michela Ruffa

Gli alunni del Liceo Scientifico di Tropea al Festival Nazionale di Diritto e Letteratura di Palmi dedicato al rapporto tra diritto e gioco. Per l’occasione, il giudice del Lavoro Ilario Nasso ospite del Liceo tropeano.

Alea iacta est: “Il dado è tratto!”. La celeberrima frase pronunciata da Cesare al fatale passaggio del Rubicone è anche il titolo della VI edizione del Festival Nazionale di Diritto e Letteratura svoltosi nella cittadina di Palmi dall’11 al 13 aprile, cui quest’anno ha partecipato anche una nutrita rappresentanza (cinquanta alunni) delle classi seconde, terze e quarte del Liceo Scientifico “P. e P. Vianeo” di Tropea.
La kermesse, unica nel suo genere in Italia, affronta spinose questioni giuridiche attraverso l’analisi di classici della letteratura. Il tema di quest’edizione ha proposto, per l’appunto, un’insolita associazione tra diritto e gioco, prendendo spunto da un indimenticabile personaggio del romanzo cinquecentesco “Gargantua e Pantagruel” di F. Rabelais, vale a dire il “buon” giudice Bridoye: in quarant’anni di onorata carriera il togato aveva deciso le sue sentenze (in numero di quattromila) proprio affidandosi segretamente al responso dei dadi, sempre confermato in tutti i gradi di impugnazione per la sua profonda equità. Solo dinnanzi ad un ultimo verdetto palesemente infondato e ingiusto, tale criterio verrà smascherato ma non sconfessato: l’errore viene infatti imputato ad un difetto di vista (data la tarda età del giudice).
Dietro la maschera del surreale personaggio rabelaisiano si nasconde, tuttavia, una questione estremamente seria che interroga chiunque eserciti la funzione giudicante: è possibile prevedere sulla base del diritto chi ha ragione e chi ha torto? Lo sconcertante ribaltamento di verdetto cui non sporadicamente si assiste nel passaggio dall’uno all’altro grado di giudizio sembrerebbe, infatti, mettere in discussione la razionalità, l’oggettività stessa del giudizio. Non a caso i giureconsulti romani parlavano di alea iudiciorum, evidenziando non solo l’imprevedibilità della sorte ma anche i rischi e l’azzardo che una sentenza comportava.
Allora, meglio forse affidarsi agli asettici algoritmi di macchine cibernetiche che estraggono le sentenze a sorte? Così accade presso i futuristici tribunali di “Justice Machines” di J. Charpentier, l’altra opera letteraria cui è legata la scelta tematica del Festival di Palmi.
Sugli inquietanti interrogativi sollevati da entrambi i romanzi gli studenti del Liceo Scientifico hanno avuto l’opportunità di riflettere, oltreché a Palmi, anche in un incontro preparatorio, tenutosi qualche giorno prima dell’evento presso l’Aula Magna del loro Istituto, con il dott. Ilario Nasso, impegnato nell’organizzazione del Festival e, soprattutto, giudice presso la sezione Lavoro e Previdenza del Tribunale di Vibo Valentia.
Dopo il saluto istituzionale rivolto dal Dirigente dell’I.I.S. di Tropea, Prof. Nicolantonio Cutuli, il magistrato, che ha fortemente auspicato tale occasione di confronto con il mondo della scuola, ha anche risposto alle numerose e stimolanti domande degli alunni sul mestiere di giudice: gli ostacoli incontrati nell’esercizio delle sue funzioni presso il Tribunale di Vibo (all’illustre ospite si deve, tra l’altro, la segnalazione al C.S.M. e al Ministero della Giustizia delle proibitive condizioni ambientali di svolgimento delle udienze presso la nuova sede giudiziaria), la difficoltà di pronunziare sentenze giuste in processi molto complessi con faldoni di migliaia di pagine, la possibilità per un giudice di mettere in discussione l’applicazione di leggi di cui sospetti l’incostituzionalità.
Il magistrato ha inoltre insistentemente rivolto agli alunni l’invito a considerare prezioso il tempo trascorso sui banchi di scuola e a viverlo come momento irripetibile di arricchimento personale, persino – verrebbe da aggiungere – quando il tema ha a che fare con il gioco dei dadi!

Chi è l'autore

Michela Ruffa

Michela Ruffa

Docente ordinaria di ruolo di discipline letterarie e latino presso il liceo scientifico "Fratelli Vianeo" di istruzione superiore di Tropea.

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