Crotone

Operazione “Libeccio”, Il Procuratore Curcio lancia l’allarme sulla condizione degli istituti penitenziari

Il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, ha lanciato un forte allarme sulla condizione degli istituti penitenziari dopo l’operazione “Libeccio”, che oggi ha portato a 19 arresti contro le cosche di Isola Capo Rizzuto. «L’indagine rivela l’ennesimo campanello d’allarme: cinque detenuti in regime di alta sicurezza impartivano ordini dal carcere, interagendo con l’esterno e comunicando tra loro da un istituto all’altro», ha dichiarato Curcio, sottolineando la «precarietà e permeabilità» del sistema.

L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Crotone, ha ricostruito la capacità delle cosche Arena, Manfredi e Nicoscia di riorganizzarsi dopo le operazioni del 2025 e del 2026, mantenendo piena operatività. A capo del gruppo criminale è stato individuato Pasquale Manfredi, alias “Scarface”, che dal carcere gestiva traffici di droga, estorsioni e persino questioni familiari.

Le indagini, svolte tra gennaio 2024 e luglio 2025, si sono basate su intercettazioni, pedinamenti, attività tecniche e dichiarazioni di 11 collaboratori di giustizia. Ricostruite anche cinque estorsioni, tra cui quella ai danni del circo Orfei e di un’azienda messinese impegnata in lavori elettrici nel Crotonese, colpita con danneggiamenti per circa 500mila euro.

Il comandante provinciale dei carabinieri di Crotone, Raffaele Giovinazzo, ha spiegato che l’inchiesta è partita da un danneggiamento a un’impresa locale, rivelatosi un “evento spia” della rete criminale. «Le cosche hanno mostrato una spiccata resilienza e la capacità di ricompattarsi», ha aggiunto il Ros.

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