Tropea. Mentre infiamma la campagna elettorale alla nostra redazione giunge una lettera aperta di un cittadino, che riceviamo e pubblichiamo testualmente.
“In questa campagna elettorale sembrano vincere tutti. E tutti si sentono giustificati. Vincono i candidati: promettono tutto. Certo, per vincere. Ma non solo. Perché dentro ogni lista c’è un’altra partita, più silenziosa: quella tra candidati della stessa squadra. Non si sfidano solo gli avversari. Si contendono anche gli stessi voti. Chi prende più preferenze pesa di più. Anche se la lista perde. E allora succede questo: invece di convincere chi sta dall’altra parte, si strappano voti tra loro. Perché il vero obiettivo, oltre a vincere, è uno: uscire con un numero in mano. “Quanti voti porto?” “Quanto valgo?” E quel numero diventa potere. Da spendere dopo, va bene anche se devo aspettare la prossima tornata elettorale Con chiunque vinca. Non è politica. È mercato. E funziona perché il voto non è più una scelta: è un favore, un obbligo, una paura. Vincono i parenti e sono giustificati nella loro scelta : “è mio cugino, devo votarlo”. Non per convinzione. Per non far fare brutta figura all’intera famiglie e apparire deboli e non uniti. Vincono i sostenitori: favori ricevuti, favori da restituire, promesse da incassare. Non è sostegno. È altro! Vincono e sono giustificati nella loro scelta , quelli che hanno paura: “e se poi sale lui?” Meglio piegarsi prima. E poi ci sono quelli che stanno con tutti. Sempre dalla parte giusta. La loro. Tutti giustificati. Tutti vincitori. E allora chi perde? Perdono quelli che non devono niente a nessuno. Perdono quelli che non si vendono. Perdono quelli che votano senza paura. Perdono i liberi. E sì: perdere così significa restare soli. Ma almeno non si è in vendita.” Un Cittadino Tropeano.
