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L’intervento di Simone Saturnino alla presentazione del Cipolla Party

Francesco Barritta
Scritto da Francesco Barritta

In occasione della presentazione del Tropea Cipolla Party, è intervenuto anche il Responsabile Tecnico del Consorzio Cipolla rossa di Tropea IGP Simone Saturnino.

Saturnino ha aperto il suo intervento esaltando il lavoro della nuova amministrazione: “Di solito – ha esordito – siamo noi del Consorzio di tutela a rincorrere le amministrazioni comunali, questa volta è il Comune che ha rincorso noi e questo è positivo”.

Il relatore ha anche fatto i complimenti agli organizzatori: “Non ci aspettavamo – ha proseguito – che potesse essere partorito un evento così particolare, curato in ogni sfaccettatura e da ogni punto i vista, significa che finalmente qualcuno capisce che il turista del terzo millennio non si accontenta solo delle bellezze paesaggistiche e monumentali, ma è attratto da cibo e vino: l’hanno vista lunga Paolo Pecoraro e il sindaco Nino Macrì, che hanno voluto coinvolgere degli chef stellati che conoscono a fondo la nostra terra”.

Relativamente agli ospiti che giungeranno a Tropea, Saturnino si è poi soffermato sulla figura di un importante chef: “ho conosciuto Francesco Mazzei a Londra, e ho notato che, un calabrese di origine ma non da tropeano perché è di Cerchiara di Calabria, conoscesse il ciclo della cipolla meglio di tanti altri che vivono sul territorio; aveva le idee chiare sui diversi eco-tipi, sapeva i periodi e ciò mi ha fatto capire che oggi obiettivamente uno chef di spessore è tale se parte dalla terra”.

Riguardo all’importanza di legare il nome della rossa a quello della città, Saturnino è stato chiaro: “Se è conosciuta di più Tropea o la cipolla, io voglio aggiungere un aneddoto, il motivo per cui si sia aggiunto ‘Calabria’ alla dicitura IGP, in un iter durato vent’anni, è perché tutti avevano capito l’importanza di questo prodotto e perciò l’assessore all’agricoltura si rese conto che all’estero conoscevano la cipolla di Tropea e conoscevano Tropea ma non le collegavano alla Calabria, quindi lì è stata una forzatura a cui noi a livello tecnico non abbiamo potuto dire di no, altrimenti non avremmo chiuso il progetto, e abbiamo fatto i salti mortali, in altre occasioni avremmo anche modo di raccontare altri piccoli aneddoti su questo, alla fine, volenti o nolenti, devono fare i conti con questo territorio, perché se si va all’estero Tropea è conosciuta ma la Calabria non sempre sanno localizzarla”.

Tornando all’importanza del prodotto, Saturnino ha proseguito: “io dico sempre che il binomio perfetto è rappresentato dal comune di Tropea e dalla sua cipolla, perché separatamente possono lavorare entrambi, ma insieme possono raggiungere dei traguardi inimmaginabili per i non addetti ai lavori”.

Riguardo al successo ottenuto dalla cipolla di Tropea sui mercati, poi, ha detto: “checché se ne possa dire, chi a volte parla di contraffazione non sa che cos’era quarantanni fa questo prodotto sullo scenario nazionale ed europeo: il 90% del prodotto era contraffatto e la grande distribuzione spacciava di tutto per cipolla di Tropea”.

Per Saturnino questi sono passaggi importanti per capire l’importanza del prodotto. “Succedeva allora – ha raccontato -, nel 2000, quando l’iter progettuale era già passato, due ragazzi, Giuseppe Laria di Ricadi e Franco Furchì, fondano l’accademia della cipolla prendendo a modello lo statuto dell’accademia del peperoncino di Franco Monaco, con l’obiettivo di tutelare il prodotto, di fare promozione; ciò perché erano stanchi, da produttori, di vedere che nelle piattaforme della grande distribuzione si spacciasse tutto per cipolla di Tropea; da lì quindi è partita l’iniziativa progettuale con la provincia di Cosenza, che allora portava avanti il progetto di valorizzazione della cipolla di Calabria; noi siamo entrati a gamba tesa, ci siamo riappropriati di ciò che era nostro, abbiamo inserito Tropea, facendo i conti con la politica.; quello che c’è stato tra il 2000 e il 2008 solo Dio lo sa, ma arrivati al 2008 siamo riusciti ad ottenere il marchio i Indicazione Geografica Protetta; il primo anno sono stati certificati 15 mila quintali di prodotto mentre oggi siamo a 280 mila quintali di prodotto, allora c’erano 7 confezionatori e una quindicina di produttori, oggi siamo a 35 confezionatori e 107 produttori, nel 2008 avevamo 5 industrie che trasformavano il prodotto, adesso ne abbiamo 150, tra cui alcune che trovate dalla punta estrema della Sicilia fino al paese più a nord d’Italia: significa che tanti hanno capito quanto vale questo prodotto e che il lavoro di valorizzazione è valso a qualcosa”.

Saturnino ha poi detto che questa iniziativa ha un suo valore se noi vogliamo guardare al business turistico e dell’agroalimentare: “C’è un target di consumo – ha proseguito – che interpreta l’agroalimentare non come una nomenclatura di ingredienti”, ma questi consumatori “vogliono andare a fondo e vogliono sapere dove e come viene prodotto, i periodi in cui viene prodotto”.

Riguardo al discorso tra il sindaco e il presidente del Consorzio della cipolla rossa su di un front-office informativo  sulla cipolla, Saturnino ha invitato Macrì “a cogliere nell’immediato questa proposta: un front-office con un’hostess messa a disposizione dal Consorzio di tutela per dare proprio informazioni, perché il turista dell’agroalimentare è un turista che obiettivamente vuole mangiar sano, vuole mangiar bene; consideriamo che le oreficerie di un tempo sono diventate le boutique dell’agroalimentare, la ristorazione in questi ultimi dieci anni si è centuplicata perciò investire sull’agroalimentare è importante”.

In conclusione, Saturnino si è soffermato sul successo della cipolla: “è un prodotto buono, è un prodotto a marchio, ma in Italia ci sono 294 prodotti a marchio IGP o DOP, ha un consorzio riconosciuto, ma in Italia ce ne sono almeno 200 consorzi riconosciuti, e quindi a che cosa è dovuta questa marcia in più, è dovuta al fatto che la cipolla di Tropea è unica a livello internazionale, perché non esiste un prodotto dolce che si può mangiare crudo: esistono altri prodotti dolci” ma non fanno i numeri della cipolla di Tropea. “Il nostro prodotto alla dolcezza collega anche la croccantezza e poi la puoi mangiare cruda, esaltando l’azione nutraceutica e funzionale di questo prodotto”. La particolarità di queste due azioni è di tipo medico, è importante perché “ha un’azione antiossidante dovuto alla quercetina, un composto polifenolico importante perché combatte i radicali liberi e riduce l’invecchiamento”.

Chi è l'autore

Francesco Barritta

Francesco Barritta

Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Calabria, è il direttore del mensile La Piazza e del semestrale Culture a Confronto. Ha collaborato con Calabria Ora e Gazzetta del Sud, è stato direttore del mensile Tropea e Dintorni e del bimestrale Informa.

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